Di solito, mi sveglio alle dodici di mezzo giorno le domenique,sto addormentato.Sempre mi dico, non é ancora ora. La veritá é che mi trovo distrutto della notte scorsa. Stetti ballando fino il tramonto. Sbaglio due o tre volte. Non sono mattiniero. Dopo, ascoltto le notizie, e poi mi alzo, vado súbito a la finestra, apro le tende per guardare il tempo di giorno; apro le finestra per sentiré il odore della mattina. Io abito nella soffita d`un vecchio edificio nel centro storico della cittá.
Da lí, vedo il sole oppure la pioggia; vedo le nuvole o l`arcobaleno.
Dopo, entro nella stanza da pranzo per fare la colazione. Preferisco prendere il cappucino molto caldo, come dove essere. Sebbene, io lo preferisco senza zucchero, é dire, meno dolce e piú amaro. Ma prima di café faccio e prendo le uova strapazzate, e una spremuta d`arancio. Dopo, insieme con la latte prendo un paio di biscotti, e una piccola fetta di pane con burro e marmellata.
Qualche volta, ascoltto all`improvviso come miagola il gattino, bisogna latte, per potere bere. Da il davanzale della finestra, il giovane e giallo canarino chiamato Sorriso, sempre canta dolce e meravigliosamente bene. É tutto un spettacolo.
In tanto, sento il suo acuto canto, mi siedo e sfoglio il quotidiano. Dei momenti piú tardi, leggo un articolo molto interesante, sopra il potere de Facebook nella attualitá. Davvero, la gente e colpavole dei successi de Facebook (…).